Il Sale Rosa

lampada_casa_bambu_1png

Origine del Sale Rosa 

Il sale dell'Himalaya proviene dai residui del mare interno creato dal congiungimento della placca tettonica comprendente l'attuale India, in deriva continentale a partire dal Gondwana alla Laurasia fra i 100 e i 250 milioni di anni fa.

Sotto questa spinta si è formato il sistema orografico dell'Himalaya e col tempo il fondo marino è stato inglobato da "onde" di roccia che hanno generato pressioni enormi, come è successo a composti di carbonio quali la grafite, che hanno formato cristalli: diamanti e altre pietre preziose.

La struttura di reticoli ionici supercompressi ha acquisito caratteristiche di estrema compattezza (non si trovano singoli cristalli cubici nella massa) e di compenetrazione dei componenti, tanto che gli elementi chimici presenti hanno occupato ogni interstizio disponibile all'interno della struttura e non hanno formato depositi superficiali labili.

Così, nella soluzione idrosalina viene sprigionato tutto il patrimonio di informazioni energetiche presenti nel mare primigenio incontaminato, nel "brodo primordiale" in cui si è formata la vita. (Esperimenti di S. Miller: nella soluzione salina sottoposta a cariche elettriche, si formano in pochi giorni addensamenti di aminoacidi e altri composti organici).

Nei punti soggetti a massima pressione (in vene non abbondanti) si è formata la"halite", massa cristallina traslucida, con notevoli proprietà di emanazioni energetiche, utile anche per solo contatto o vicinanza (come avviene nella cristalloterapia).


 TRA I BENEFICI CHE PORTA IL SALE DELL’HIMALAYA

Benché sia un sale, pur senza essere un medicinale, è un modo naturale per ritrovare l’equilibrio perduto all’interno delle nostre cellule. E’ molto diverso dal sale marino tradizionale, si tratta infatti di una formazione cristallina molto antica, che risale a circa 250 milioni di anni fa, una vera trasformazione alchemica, derivata dal prosciugamento dei mari primordiali, lasciando sulla terra grandi quantità di sale, e dalla forte pressione dell’alzamento della crosta terrestre alla nascita delle montagne formatisi, formando una ricchezza naturale di oligoelementi preziosi per il nostro organismo. Tra i benefici che porta il sale dell’Himalaya all’organismo ce ne sono alcuni davvero molto importanti come:

  • Il potere di equilibrare acidi e alcali nel corpo
  • Aiuta a regolare la pressione del sangue
  • Migliora le affezioni della pelle
  • Pulisce l’intestino e depura dalle tossine

Secondo gli esperti il nostro corpo richiederebbe delle quantità ben precise di sale al giorno che vanno dai circa 0,2 a 5 grammi al giorno, i reni riescono ad eliminare il surplus fino ad un massimo di circa 7 grammi. Non bisognerà né far mancare il sale né eccedere nelle quantità assunte perché questo porterebbe ad unmalfunzionamento di organi fondamentali. Ma ecco alcuni modi per utilizzare in maniera adeguata il sale dell’Himalaya.


Haloterapia nelle grotte di sale

Le grotte di sale stanno diffondendosi a macchia d’olio per i loro benefici naturali sulla salute in assenza di controindicazioni.

 

Sono due le modalità in cui può essere svolta la vera haloterapia, ecco le due tipologie:

In grotte naturali di sale

Di solito sono ex miniere, diffuse in Austria, Germania, Polonia, Slovacchia e Ungheria, autorizzate dai rispettivi Ministeri della Salute, che hanno un alto contenuto di frazione respirabile di sale sotto forma di aerosol.

Con sale “generato”

Cosa significa? “Le ricerche scientifiche, sono riuscite a ricreare un ambiente analogo alle grotte naturali anche all’interno di speciali locali, che diventano grotte artificiali, dotati di attrezzature che emettono per il 90 per cento una frazione respirabile di sale tra 1 e 5 micron, un’umidità del 40/60 per cento e una temperatura tra i 18 e 24 gradi centigradi. In questo modo viene a crearsi una sorta di aerosol secco (il sale assorbe l’umidità) che si diffonde in tutto l’ambiente.

 

Il sodio inalato agisce in profondità

L’haloterapia e, in particolare, il respirare il sale sotto forma di aerosol in grotte/stanze, è un vero toccasana per le vie respiratorie. L’effetto indiretto, ma non meno importante, è anche un minor ricorso all’utilizzo di farmaci.

I generatori emettono minuscole particelle di sale che riempiono l’aria del locale e riescono a raggiungere naso, faringe, laringe, trachea e bronchi in profondità, stimolandone la naturale funzione di depurazione. In pratica, si riproduce lo stesso effetto di tre giorni di vacanza al mare quando, senza accorgercene, inaliamo la salsedine marina e spurghiamo il muco. “Il sodio inalato è in grado di far funzionare meglio le piccole ciglia delle nostre vie respiratorie che, con i loro movimenti, frenano l’ingresso di germi e inquinanti atmosferici e trasportano il muco dal naso verso il cavo orale, detergendo l’intero albero respiratorio” spiega Umberto Solimene, professore associato di Terapia medica e Medicina termale all’Università degli Studi di Milano. “Il sale inalato ha anche un effetto battericida, in particolare contro pneumococchi e stafilococchi.

Dopo il trattamento le persone sono meno soggette ad ammalarsi di patologie virali e infettive e sono meno sensibili all’azione di allergeni, tossine e inquinanti”. “Nello specifico, il sale cura, quindi, sinusiti, asma e riniti allergiche e non allergiche, patologie broncopolmonari, otiti, tosse, raffreddore, faringiti, tonsilliti, poliposi nasali e adenoidi” precisa Alessia Felisati, esperta di haloterapia e responsabile del Centro medico Halo-Adigrat di Milano.

 

Quante sedute e come si svolgono

Le sedute di haloterapia si svolgono in totale relax per favorire al meglio l’attività di respirazione profonda. “È, infatti, sconsigliatoparlare. Ecco perché in genere le grotte di sale hanno un design particolare cromoterapico e poltrone ergonomiche per stare (e respirare) comodi per l’intera durata del trattamento che, in media (dipende dall’età e dal disturbo), dura dai 30 ai 45 minuti per un totale di 10 sedute da svolgere due volte a settimana e da ripetere almeno due volte l’anno. Prima di iniziare il trattamento dovrebbe essere eseguita una visita medica per valutare lo stato di salute e la frequenza dell’haloterapia” consiglia la dottoressa Felisati.